È tempo di vacanze! Io e la mia famiglia abbiamo deciso di passare questa calda estate in uno dei luoghi che rappresenta il cuore della cucina mediterranea: la meravigliosa Sardegna — più precisamente a Cala Coticcio, una bellissima spiaggia nell'arcipelago della Maddalena.
Grazie alle varie contaminazioni ricevute nel corso del tempo e al suo territorio variegato, la cucina sarda cambia di regione in regione: carni arrostite, pane, formaggi, piatti di mare e di terra, con radici contadine, pastorali, di cacciagione, di pesca e di raccolta di erbe spontanee. Vi consiglio di non farvi scappare una cucina che è entrata a far parte del patrimonio UNESCO: lasciate che vi spieghi perché.
Sul mare
Assaggiando la cucina dei pescatori
Trovandomi in una località marina, ho avuto la possibilità di assaggiare moltissime prelibatezze basate sui prodotti che i bravi pescatori, fin dai tempi degli antichi romani, portano con amore sulla tavola sarda: la particolare salsa chiamata "garum", composta da aceto, miele e pesce misto; la "Fregula cun cociula" (fregula con le vongole); le "Còcciulas e cotzas a sa schiscionera" (vongole e cozze in tegame); la "Burrida a sa casteddaia", un piatto a base di gattuccio marino, aceto e noci; la "Cassòla", una zuppa di vari pesci, crostacei e molluschi; l'"Aligusta a sa casteddaia" (aragosta alla cagliaritana); e gli "Spaghittus cun arrizzonis", spaghetti ai ricci di mare, serviti anche con carciofi o asparagi selvatici. Le insalate di polpo sono invece una tipica specialità di Cala Coticcio.

Dal mare alla campagna
La cucina pastorale e contadina
Oltre alla parte marinara, ho avuto la fortuna di assaggiare anche la cucina dei contadini e dei pastori. Addentrandosi nel territorio, la cucina si concentra sempre più su prodotti come la semola di grano duro (Trigu saldu), i prosciutti di maiale o di cinghiale come quelli di Villagrande e Talana, funghi, olive, e formaggi tra cui il pecorino sardo, fresco o stagionato, il Casizolu fresco o arrosto, e la Frue o Frughe, il latte cagliato di pecora, un altro prodotto tipico del posto.
Per quanto riguarda i primi piatti, vi consiglio di provare, se vi capita di passare da queste parti, "i malloreddus", ovvero gnocchetti di semola di grano duro tradizionalmente aromatizzati con lo zafferano. I "culurgiones" sono fagottini ripieni di ricotta e menta, oppure con un ripieno di patata, formaggio fresco e menta. Sono davvero buonissimi!
Un classico pastorale
Il porchetto: questo famosissimo piatto
Chi non ne ha mai sentito parlare? Questo arrosto è un classico della cucina pastorale sarda. Il porchetto o porcetto, in sardo procheddu o porcheddu, è fatto con un maialino da latte di circa 4-5 kg o di venti giorni, cotto lentamente allo spiedo, su graticole, e aromatizzato dopo la cottura con mirto o rosmarino.
Questa celebre portata vanta una vera e propria tradizione culinaria da centinaia di anni: fino agli ultimi 40-50 anni, il porcetto sardo allo spiedo era un piatto per le occasioni particolari come la Pasqua o il Natale, riservato alle persone benestanti — trattandosi di un maialino da latte, era la perdita di una risorsa, perché dal maiale adulto si otteneva molto più cibo, come gli insaccati e altre parti da consumare o, in alternativa, da vendere a un prezzo più alto rispetto a quello di un maialino. Fortunatamente adesso viene servito anche ai turisti, e io, essendo una "turista", ho potuto assaggiarlo.
Una tradizione locale
Il carasau: un pane musicale
Non immaginavo che potesse esistere un pane così croccante, sottile e gustoso… e invece la Sardegna gli ha dato vita. Il pane carasau, anch'esso parte di un'antica tradizione culinaria, viene chiamato "carta musica" perché quando lo mangiamo facciamo "rumore" e "musica" masticando, e diventa sottile come la "carta". Il nome sardo deriva dal verbo carasare, che significa tostare: durante la carasadura il pane viene rimesso nel forno per la cottura finale, che lo rende croccante.

Spero che questa breve carrellata di curiosità sulla cucina sarda vi sia piaciuta! Ma ricordiamoci che in vacanza non si va solo per assaggiare piatti nuovi, ma anche per riposarsi e divertirsi. Dalla bellissima spiaggia di Cala Coticcio vi mando un grosso bacio e vi aspetto per un altro articolo!
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www.torciano.com www.bottegatorciano.comCiao! Alla prossima!
FAQ
Come si cucina il porcetto sardo?
Il porcetto, o porceddu, è fatto con un maialino da latte di circa 4-5 kg o di venti giorni, cotto lentamente allo spiedo su graticole, e aromatizzato dopo la cottura con mirto o rosmarino.
Cos'è il pane carasau?
Chiamato anche "carta musica", il nome deriva dal verbo carasare, che significa tostare: durante la carasadura il pane viene rimesso nel forno per la cottura finale, che lo rende croccante.
Cosa sono i malloreddus?
Sono gnocchetti di semola di grano duro tradizionalmente aromatizzati con lo zafferano.
Cosa sono i culurgiones?
Sono fagottini ripieni di ricotta e menta, oppure con un ripieno di patata, formaggio fresco e menta.
Cos'è il garum?
È la particolare salsa dei pescatori sardi, composta da aceto, miele e pesce misto.



