lasagna al ragù

Lasagna: Un Piatto Dalle Mille Sfumature

Lasagne alla bolognese

Dici lasagne e pensi all’Italia. Quella delle cucine profumate di sugo e soffritto, delle tavole imbandite la domenica, dei pranzi in famiglia che non finiscono mai. Un piatto dalle mille varianti e dagli altrettanti aneddoti, una pietra miliare della cucina italiana di cui ogni nonna sostiene di possedere la ricetta perfetta.

La lasagna  è un modo di proporre la pasta che attraversa tutto il nostro Medioevo alimentare.
Le origini di questo piatto risalgono, in realtà, a l’antica Roma: i romani, infatti, con il termine “laganon” e “laganum” indicavano una sfoglia sottile ricavata da un impasto a base di farina di grano, che veniva cotto al forno o direttamente sul fuoco. Ma ricordava solo lontanamente la lasagna che conosciamo noi oggi: si trattava semplicemente di un pasticcio di pasta e carne alla rinfusa. Nel Medioevo questo tipo di lasagna si diffuse così tanto da venire citata in numerose opere di poeti. Nella Regione dell’Emilia comparve solo più tardi con l’arrivo della pasta all’uovo nel Nord Italia (in epoca rinascimentale): nacquero in Emilia le odierne lasagne completate un secolo più tardi dall’arrivo della salsa di pomodoro da Napoli. Infatti, mentre la ricetta emiliana prevedeva l’uso della besciamella e della carne macinata, nella sua versione partenopea questi ingredienti sono stati sostituiti dalla ricotta, unita poi alla pasta a sfoglia (o pasta all’uovo), al ragù, alle polpettine e alla mozzarella. Ogni Regione, poi, ha elaborato le sue varianti: nelle zone di montagna, ad esempio, spesso il ragù viene sostituito dai funghi.

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La ricetta originale non recita le proporzioni precise dei rapporti tra farina, acqua e lievito, ma possiamo utilizzare una ricetta di pasta per pizza con i seguenti ingredienti: circa 400 grammi di farina bianca, 30 cl di acqua, 9 grammi di sale, 20 grammi di lievito fresco.

Procedimento

Si stempera il lievito nell’acqua e poi si mescola con la farina, ottenendo un impasto morbido che dovrà riposare per un’ora,  coperto con un panno al riparo da correnti d’aria. L’impasto, steso sopra un tagliere abbondantemente infarinato, dovrà essere lavorato fino a raggiungere l’altezza di circa un millimetro e mezzo e poi tagliato in quadrati di almeno 4 o 5 cm di lato.
A questo punto, in acqua bollente e salata, si getteranno le lasagne per  circa 3 minuti. Una volta cotte risulteranno al dente e il sapore della farina non si sentirà più.
Queste lasagne saranno disposte a strati in una teglia, mettendo tra uno strato e l’altro abbondante Parmigiano e “buone spezie” macinate (pepe e cannella).
Il ricettario trecentesco consiglia di consumarle servendosi di un bastoncino di legno appuntito, sfatando quindi l’idea comune che alle tavole medievali ci si servisse solo delle mani,  anticipando di lì a breve il ritorno delle forchette sulle tavole aristocratiche.

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La lasagna è un piatto tipico italiano, amato in tutto il mondo. Una volta imparata la procedura si possono fare diversi tipi di sughi per condirla ed impiattarla.
La lasagna è anche uno dei piatti tipici di Tenuta Torciano, e potrete trovarla nei nostri menù degustazione in diverse versioni: dalla tradizionale “mamma” Lasagna al Tartufo, presente anche nel menù della wine school, alla Lasagna alla Bolognese, quella agli asparagi e zafferano e la versione bianca con zucchine e prosciutto cotto.

lasagne al ragu di fegatini e tartufo nero

lasagne al pesto con salmone affumicato maxw

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Per quanto riguarda l’abbinamento cibo-vino, pietra miliare delle nostre degustazioni in cantina, suggeriamo di gustare questi squisiti primi piatti in compagnia di ottimi vini rossi: una bottiglia di Chianti è perfetta con un piatto di Lasagne alla Bolognese, un Chianti Classico Riserva è l’ideale per piatti dai sapori più marcati come ad esempio le lasagne al tartufo, ai funghi o agli asparagi e zafferano.
Perfetti nell’abbinamento anche i nostri Super Tuscan I.G.T. Baldassarre, Cavaliere e Bartolomeo.

lasagne al ragu di fegatini e tartufo nero

Scopri tutte le nostre ricette da abbinare ai migliori vini direttamente sul sito di Tenuta Torciano.

Autore

Luciana Cilemmi, si occupa del Magazine, Style Director e Co-founder di Tenuta Torciano winery e Tenute Giachi wines e dell’innovativo Viviarium Restaurant di Bottega Torciano- Tenuta Torciano & Wine fa parte di una realtà internazionale che nasce in Italia da un’iniziativa di Pierluigi Giachi e Luciana Cilemmi, che hanno lavorato per anni nel campo del vino sul mercato italiano espandendosi su tutto il territorio americano, gestito e controllato dalla societa’ americana Bellavini winery . Luciana Cilemmi nasce a San Gimignano da famiglia di artisti nel restauro di opere edilizie medievali. Dopo aver conseguito gli studi tecnici, persegue quello che gli hanno trasmesso i suoi familiari come la passione per le cose d’arte, le opere d’arte realizzate in toscana nel periodo che va dal Medioevo al periodo Rinascimentale. Ma la sua maggiore passione e’ verso le opere storiche realizzate a San Gimignano dal periodo del 1100 al 1300. In contemporanea all’amore per la storia medievale , si appassiona per i prodotti enologici, frutto della terra di toscana, che gia’ nel medioevo erano i commerci prediletti, insieme allo zafferano ed ai prodotti della lana, delle facoltose e nobili famiglie sangimignanesi. Luciana Cilemmi lascia San Gimignano all’eta’ di 21 anni ed inizia il suo pellegrinaggio alla ricerca del sapere ed alla scoperta di nuovi talenti e prodotti enologici che in quel periodo stanno nascendo sia in Italia che in Francia. Nel frattempo arricchisce la Sua cultura enologica frequentando scuole e master in enologia. Il suo rientro nella terra di Siena Le fa conoscere una zona splendida vicino a Murlo e qui, si innamora del piccolo ed incontaminato paesino di Montepescini. Acquista il podere di Montepescini, dove rileva una particolarita’ nella conformazione del terreno, una particolarita’ di clima ed una altitudine atti a creare grandi vini, secondo l’esperienza acquisita in questi anni . Con grande entusiasmo, caparbieta’ e con grande fatica, iniziano i lavori di bonifica e di risanamento del terreno, dove vengono impiantati 30 ettari di vigneti specializzati. Il Sangiovese e’ il vitigno predominante, seguito dal Cabernet Sauvignon, dal Merlot e dallo Syrah. Dopo anni di sperimentazione, adottando nuove tecniche enologiche sono nati i prestigiosi vini. Anni fa, Luciana Cilemmi riesce a coronare il sogno della Sua vita: il ritorno al suo paese di origine, San Gimignano. Il suo destino la accompagnata fino al palazzo storico con torre medievale, che dal 1200 al 1927 e’ stato di proprieta’ della prestigiosa famiglia Useppi e successivamente della nobile e storica famiglia Chigi di Siena. Questo e’ un bellissimo edificio di architettura medievale con un elegante e distintiva facciata ricca di influssi architettonici senesi e pisani. Se Vi trovate a San Gimignano, non potete mancare di visitare il palazzo Torre Chigi. Non appena entrati all’interno della corte, lasciati i rumori cittadini provenienti dalle strade e dai vicoli paesani, Vi sentire in un altro mondo. Luciana Cilemmi, organizza all’interno delle stanze della torre medievale, eventi periodici come le presentazioni dei vini di sua produzione e non, con la presenza di giornalisti internazionali, esperti del settore e critici. Organizza esposizioni di opere d’arte, esposizioni di quadri, rassegne stampe sul tema “ Il vino a San Gimignano nel periodo medievale”. Visitare la residenza di Luciana Cilemmi e’ come rivivere una parte del tempo passato che non ritornera’ se non nella fantasia di chi ha creduto e crede in questa storia.